Cristina Gnan

Emotività o razionalità?

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Emotività o razionalità?

Superare stereotipi di genere e integrare intelligenza emotiva e pensiero razionale per decisioni più efficaci.

DONNE EMOTIVE E UOMINI RAZIONALI: LUOGHI COMUNI DA SUPERARE 

“Sei troppo emotiva, dovresti essere più razionale!”
“Se mostri la tua emotività e vulnerabilità, sei meno uomo, non sei un Leader!”

Quante volte un giudizio del genere ti ha messo in crisi e te lo sei sentito appiccicato addosso come un’etichetta? Quanto spesso ci è capitato di sentirci dire queste espressioni crescendo, quando eravamo bambine e ragazzi?

Si dice che le donne siano più emotive mentre gli uomini siano più razionali (ma chi lo dice?). Convinzione che spesso diventa un giudizio discriminatorio negli ambienti lavorativi o che limita l’espressione del vero potenziale di un/una Leader.

Mi è capitato di sentire frasi giudicanti nei confronti dell’emotività delle donne quando lavoravo in azienda ogni giorno, che mi hanno fatto pensare di trovarmi nell’antica Grecia dove si tendeva a distinguere la ragione dalle emozioni, affermando la superiorità della prima sulle seconde.  Purtroppo questa convinzione è ancora molto diffusa mentre invece dovremmo considerare questi aspetti come entrambe parti del nostro essere.

ORMONI, EMOZIONI E COMPORTAMENTO: COSA DICE LA SCIENZA 

Una diversità biologica tra uomini e donne esiste, non va negata, anzi io sono convinta che vada valorizzata. Una differenza sostanziale tra i due generi risiede nella produzione degli ormoni sessuali, che influiscono sulle funzioni emotive e le risposte socio-comportamentali. Gli ormoni femminili seguono, per natura, un andamento ciclico, che regola la fertilità, tuttavia le influenze culturali e gli stereotipi trascurano il fatto che anche gli uomini sono dotati di ormoni.
Studi ed esperimenti confermano che il testosterone diminuisce il controllo cognitivo/razionale, a favore della sfera emotiva guidata dall’istinto, così da rendere in alcuni casi anche gli uomini più impulsivi e meno razionali.

L’idea dell’uomo imperturbabile e distaccato e della donna preda di intense risposte emotive è un retaggio culturale e può essere modificato se andiamo a vedere come uomini e donne siano entrambi in grado di provare, processare e rispondere alle emozioni. La capacità di modulare la risposta alle emozioni è definita dallo psicologo Daniel Goleman come “intelligenza emotiva” e rappresenta la facoltà di controllare i sentimenti propri e di riconoscere quelli degli altri, determinando i propri pensieri e le proprie azioni.

PERCHÉ PRENDIAMO LE DECISIONI IN MODO DIVERSO

Le emozioni sono state associate all’attivazione di specifiche aree del cervello. In particolare, due regioni cerebrali collaborano nella modulazione delle emozioni: la corteccia prefrontale, che regola le funzioni cognitive (la nostra parte razionale), e le strutture subcorticali che formano il sistema limbico (il cervello emotivo).

Quello che forse non sempre sappiamo è che una risposta riguardo il nostro modo differente di processare le scelte, razionalmente o emotivamente, la troviamo nel cervello. Ci nasciamo. Nasciamo con una predisposizione a livello neurofisiologico per cui:

– se abbiamo una preferenza all’utilizzo della corteccia cerebrale siamo caratterizzati da un modo di pensare cognitivo, intellettuale, razionale. Questo ci induce ad assumere un approccio più accademico e razionale verso l’apprendimento e il pensiero

– se la nostra preferenza naturale invece è per una modalità limbica assumiamo modi di apprendimento emotivi, “del sentire”. Questo ci porta ad avere un approccio più esperienziale verso l’apprendimento e il pensiero. 

Se quando parliamo di ormoni, abbiamo l’idea di qualcosa di cui non abbiamo una facile conoscenza e controllo, parlando di cervello, ad oggi possiamo invece andare a scoprire quale sia veramente la nostra predisposizione che ci caratterizza dalla nascita, a misurarne l’utilizzo e ad imparare ad allenarci per utilizzare al meglio le aree deputate alle nostre scelte, in base alle esigenze e alle situazioni nelle quali ci troviamo. 

Perché tutto parte dalla persona e dalla sua unicità.

FAQ

È vero che le donne sono più emotive e gli uomini più razionali?

Questa è una semplificazione culturale. Uomini e donne sono entrambi dotati di emozioni e capacità cognitive. Le differenze non riguardano la presenza o assenza di emotività, ma il modo in cui emozioni e razionalità vengono espresse, regolate e interpretate, anche in base a fattori biologici e sociali.

Cos’è l’intelligenza emotiva e perché è importante?

L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. È una competenza fondamentale per prendere decisioni consapevoli, comunicare in modo efficace e costruire relazioni sane, personali e professionali.

Quali parti del cervello regolano emozioni e razionalità?

Due sistemi principali collaborano:

– la corteccia prefrontale, responsabile delle funzioni cognitive e razionali

– il sistema limbico, coinvolto nell’elaborazione delle emozioni

Non funzionano separatamente, ma in continua integrazione.

Perché alcune persone prendono decisioni più “di pancia” e altre più analitiche?

Perché nasciamo con predisposizioni neurofisiologiche diverse. Alcune persone tendono a privilegiare un approccio più cognitivo e razionale, altre uno più emotivo ed esperienziale. Nessuno dei due è migliore: sono semplicemente modalità diverse di funzionamento.

Si può imparare a integrare meglio emotività e razionalità?

Sì. Conoscere il proprio funzionamento cerebrale ed emotivo permette di allenare la flessibilità mentale e di scegliere consapevolmente come rispondere alle situazioni, invece di reagire in modo automatico.

Perché questa integrazione è importante nella leadership?

Perché una leadership efficace non nasce dal controllo o dal distacco emotivo, ma dalla capacità di integrare lucidità, empatia e consapevolezza. Emozioni e razionalità insieme rendono le decisioni più umane, sostenibili e inclusive.